23-10-2017
Consorzio di Bonifica dell'Agro Pontino, ancora 5 stipendi arretrati:
Lavoratori in agitazione
Da domani decisa la sospensione delle assemblee permanenti, a fronte di un impegno sottoscritto dalle parti, con un piano di rientro che garantisce due stipendi entro questa settimana e successivamente i restanti tre entro il corrente mese. Questi ultimi flussi dovrebbero provenire dalle convenzioni regionali. Nei prossimi giorni continueremo a monitorare e comunque ci sarà un aggiornamento con la RSA che ha ribadito il termine ultimo del 29 c.m. poi potrebbero ripartire ulteriori azioni in essenza dei risultati previsti.
Attivo Regionale FAI Cisl
Venerdì 19 febbraio si è tenuto l'Attivo Unitario Regionale di Fai, Flai e Uila per analizzare nei contenuti il contratto Collettivo Nazionale dell'Industria alimentare sottoscritto a Roma il 5 febbraio 2016 cui hanno partecipato tutti i delegati RSA RSU delle varie realtà produttive della Regione.
Obiettivo è stato quello di portare a conoscenza di tutti i delegati i contenuti del contratto sottoscritto si è sviluppato un ampio e approfondito dibattitto con molti interventi da parte dei delegati e dirigenti territoriali e regionali

Alcune Foto
Martedi 3 Novembre sciopero dei dipendenti Consorzio Bonifica Agro Pontino.
Assemmblea conferma lo sciopero alla presenza dei Segretari Generali CGIL CISL UIL BRIGANTI AUSILI GARULLO corteo parte alla 10.00 dal Consorzio per arrivare in Piazza del Popolo.
Incontro in Regione Segretari Provinciali e Regionali 2 novembre con Assessori Bilancio. Continua assemblea permanente dei lavoratori in Via Matteotti.
Alcune Foto





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AVVISO 25 Sett. 2015
L'Ufficio del Fai Cisl di Latina
situato in via Robrigo Borgia 4
(vicino centro comm. Shopping Center) "CONAD"
è aperto tutti i giorni dal
Lunedi al Venerdi dalle ore
09.00-13.00 e dalle 15.00-19.00
per INFORMAZIONI
Tel. 0773-489263
Elezione al Consorzio di
Bonifica Agro-Pontino.
La Rappresentanza Sindacale e costituita da:
Angelo Semenzato 47 voti
Domenico Di Pinto 31 voti
Guzzon Renzo 22 voti
altissima la partecipazione degli iscritti allaFAI-CISL
Assenze per malattia:
nuovi obblighi e visite fiscali
Nuovi orari di reperibilità per le visite fiscali e obblighi del lavoratore in caso di malattia: attestato medico, ispezioni sanitarie, esenzioni, sanzioni.
In caso di assenza dal lavoro per malattia il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato medico, rendendosi reperibile nel domicilio indicato per le visite fiscali dell’INPS.


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Tra gli obblighi del medico figura invece l’invio telematico dell’attestato medico all’Istituto di Previdenza, entro il giorno seguente a quello in cui è iniziato l’evento, mentre il lavoratore dovrà provvedere alla trasmissione della copia del documento al datore di lavoro entro due giorni (basta il numero di protocollo, con cui l’azienda può verificare l’attestato sul sito INPS).

=> Certificati di malattia online: Guida INPS

Visite fiscali

Il lavoratore deve sottostare alle visite fiscali, gli accertamenti sanitari diretti a controllare la giustificazione dell’assenza in caso di infermità (ai sensi dell’articolo 5 dello Statuto dei Lavoratori).
Le visite possono essere predisposte sia dal datore di lavoro sia dall’INPS.
Sono interessati, con orari differenti, sia i lavoratori dipendenti del settore pubblico sia quelli del privato.

=> Assenze dal lavoro e licenziamento

Reperibilità

È necessario garantire la reperibilità in specifiche fasce orarie, che sono cambiate dal 1 gennaio 2015 come segue:

•statali e personale enti locali: reperibilità per l’intera settimana, festività comprese, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00;

•lavoratori settore privato: reperibilità intera settimana compresi week-end e festivi, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Non vi è obbligo di reperibilità in caso di assenza dal lavoro per:

•malattia in cui a rischio è la vita stessa del dipendente;

•infortunio sul lavoro;

•patologie per cause di servizio;

•gravidanza a rischio;

•ricovero ospedaliero;

•eventi morbosi connessi all’invalidità attestata.

Comparto scuola

Per il personale del comparto scuola è il Dirigente Scolastico che può richiedere visite fiscali sin dal primo giorno di malattia, solo per assenze immediatamente precedenti o successive a quelle non lavorative (art. 55-septies, comma 5, del D.Lgs. n. 165/2001).

Medico fiscale

Il medico fiscale è tenuto a verificare le condizioni fisiche del soggetto e analizzare la patologia riportata all’interno del documento di malattia. Qualora ve ne sia la necessità, il medico avrà facoltà di prolungare la diagnosi di 48 ore (2 giorni).
Successivamente all’accertamento della diagnosi, sarà possibile effettuare variazioni oppure sollecitare il dipendente a sottoporsi a un controllo specialistico.

=> Privacy: il certificato medico deve essere generico

Assenza ingiustificata

Le sanzioni previste per il lavoratore nel caso di assenza ingiustificata nelle fasce di reperibilità, o nel caso di impossibilità all’accesso o al controllo, sono pari alla decurtazione della retribuzione nella misura:

•del 100% per i primi 10 giorni di patologia;

•del 50% per le giornate successive.

Il lavoratore ha comunque 15 giorni di tempo per fornire una giustificazione valida per la sua assenza immotivata come ad esempio l’allontanamento dal domicilio per visite, accertamenti diagnostici o prestazioni (in questi casi occorre comunque fornire al datore di lavoro una comunicazione preventiva).


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Accordo Aziendale Novelli - Panificazione Industriale
Pubblichiamo i testi di questo importante accordo sottoscritto il 12 maggio us con l'azienda Novelli per la riconversione industriale dello stabilimento di Cisterna di Latina.
L'accordo è importante per due motivi:
dopo molti mesi durante i quali sembrava che il Gruppo Novelli avesse ormai deciso di chiudere lo stabilimento, oggi invece si procede alla sua riconversione passando dalla produzione di pane a quella di prodotti per celiaci
- il secondo motivo che suscita la nostra soddisfazione è l'insieme di tutele ottenute per i lavoratori :
non soltanto gli ammortizzatori sociali ma anche il sostegno economico agli stessi da parte dell'azienda.



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Familiari a carico:
detrazioni al figlio che mantiene genitori e sorella
La legge fissa un ordine di preferenza tra i soggetti a cui spettano le detrazioni d’imposta: coniuge, genitori, figli.
Quando si parla di “familiari a carico” si pensa sempre a una famiglia dove il padre, con il proprio lavoro, mantiene i figli e, in parte, la moglie che dispone di un proprio reddito, ma inferiore rispetto a quello dell’uomo.


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Oggi, però, i numerosi licenziamenti hanno sovvertito gli schemi tradizionali e ben potrebbe accadere che si perda il lavoro a metà della carriera, dovendo accettare di essere mantenuti dai propri figli.
Mettiamo allora il caso di un soggetto che fa parte di un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, dove il padre e uno dei figli sono disoccupati e la madre ha un reddito annuo di circa 3.500 euro lordi.
Ebbene, l’unico figlio che lavora stabilmente e che può provvedere al mantenimento della famiglia, può avvalersi delle detrazioni IRPEF per altri familiari a carico per il fratello e il padre? La risposta è stata data dall’Agenzia delle Entrate con una recente circolare.
Ricordiamo preliminarmente che un familiare si considera “a carico” quando possessore di un reddito complessivo non superiore a euro 2.840,51.

La legge che disciplina le detrazioni d’imposta spettanti per carichi di famiglia stabilisce l’ordine da seguire per la fruizione della detrazione per familiari a carico.
In particolare, in presenza di un familiare da considerare “a carico” (cioè con reddito non oltre 2.840,51 euro), la detrazione spetta innanzitutto
1- al coniuge; 2- ai genitori; 3-ad altro familiare convivente o per il quale è versato un assegno alimentare (non risultante da provvedimenti del giudice).

In altri termini, in presenza di un familiare da considerare “a carico” la detrazione spetta al contribuente per il quale tale familiare “a carico” sia, nell’ordine, il coniuge, il figlio o un altro familiare convivente.

Quindi, qualora all’interno del nucleo familiare (composto da due genitori e due figli) solo la madre e un figlio abbiano redditi superiori a 2.840,51 euro, mentre il padre e l’altro figlio siano “a carico”, la madre ha il diritto di fruire delle detrazioni per il coniuge e per i figli, con precedenza rispetto al figlio (la madre, infatti, rientra nel num. 1 delle tre categorie sopra viste, con diritto di precedenza).
Le detrazioni, invece, spettano al figlio (categoria num. 3 sopra vista) nell’ipotesi in cui né il padre, né la madre abbiano un reddito complessivo superiore a euro 2.840,51, e quindi siano anch’essi da considerare “altro familiare a carico” del figlio.
Ma, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’ordine appena delineato potrebbe non rappresentare la reale contribuzione al sostegno dei componenti del nucleo familiare, non solo nell’ipotesi in cui i soggetti che precedono (coniuge e genitori) siano “a carico”, ma anche nel caso in cui, pur non essendo a carico, detti soggetti abbiano redditi particolarmente bassi tali da far gravare il sostegno del nucleo stesso sugli altri familiari.
Ebbene, proprio per non sfavorire detti nuclei familiari, secondo l’amministrazione finanziaria le detrazioni in esame possono essere fruite dai contribuenti per i quali i familiari “a carico” rientrino fra gli “altri familiari” (comunque conviventi o per i quali siano versati assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria), a condizione che detti contribuenti posseggano un reddito complessivo più elevato di quello posseduto dagli altri e che detti contribuenti ne sostengano effettivamente il carico.
Si ricorda, infine che la legge prevede la possibilità di detrarre dall’imposta lorda “750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona indicata nel codice civile (coniuge, figli, genitori, generi e nuore, suoceri e suocere) che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo e 80.000 euro.”


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BONUS BEBE'
Ai nati fino a dicembre 2017 un assegno da 960 euro l'anno
Il contributo sarà erogato dall' Inps a tutte le famiglie con Isee sotto i 25mila euro l'anno.
Il bonus raddoppia per chi è sotto i 7 mila euro.

Un Isee non superiore ai 25mila euro annui è la condizione necessaria per accedere al bonus bebè. Al beneficio, da 960 euro l'anno, tutti gli italiani possono accedere nel caso in cui il bambino sia nato, oppure venga adottato, o preso in affido preadottivo, tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.


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Tutti gli interessati devono presentare le domande per ricevere l'assegno di natalità, che viene versato in rate mensili di 80 euro per ogni figlio a partire dalla nascita, o dall'ingresso in famiglia per adozione o affido, fino al terzo compleanno del piccolo.
Un contributo più ricco andrà alle famiglie più povere, quelle con un Isee non superiore ai 7mila euro annui: per loro l'assegno sale a 160 euro al mese. Ha diritto di presentare la domanda uno dei due genitori purché sia cittadino italiano o comunitario, oppure extracomunitario ma con permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Al momento della domanda, chi presenta la richiesta deve risiedere in Italia e convivere con il bambino.

La domanda, dicono all'Inps, va presentata all'Istituto di previdenza esclusivamente in via telematica entro 90 giorni dalla nascita del bambino o dall'ingresso in famiglia. In via transitoria, soltanto per le nascite o adozioni avvenute tra il primo gennaio 2015 e il 27 aprile 2015, il termine di 90 giorni per la presentazione della domanda decorre dal 27 aprile. Pertanto, per questi casi la scadenza per presentare la domanda di assegno è il 27 luglio 2015. Per le richieste presentate invece oltre i 90 giorni, e per quelle del periodo transitorio presentate oltre il 27 luglio 2015, l'assegno spetta a decorrere dalla data di presentazione della domanda.


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BONUS FIGLI
Oltre agli assegni per il nucleo familiare e al nuovo bonus bebè, una legge del 2014 ha introdotto – nel limite di risorse pari a 45 milioni di euro per l’anno 2015 – un beneficio a favore delle famiglie numerose.
In particolare, la norma ha lo scopo di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli, buoni per l’acquisto di beni e servizi a favore del nucleo familiare.


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Limiti di reddito e condomini

Possono accedere al beneficio in commento i nuclei familiari con un numero di figli minori che sia pari o superiore a quattro.
Quindi, una famiglia con tre figli non può avere i benefici, così come non potrà averli una famiglia con quattro figli di cui uno abbia superato i 18 anni.

Inoltre, la famiglia deve essere in possesso di una situazione economica corrispondente a un valore dell’Isee non superiore a 8.500 euro annui.
La norma, però, ad oggi non è ancora operativa. Un apposito decreto ministeriale dovrà regolamentare l’erogazione del bonus.

Le modifiche all’ISEE

Ricordiamo che, dal 1˚gennaio 2015 tutte le prestazioni sociali, scolastiche e sanitarie agevolate devono essere richieste presentando il nuovo Isee.
L’indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie, che fotografa la capacità di spesa in base a reddito, patrimonio e numerosità del nucleo familiare, è stata modificata, dopo 17 anni, dal Decreto “Salva Italia” ed è calcolato ora con un sistema completamente rinnovato.
La modalità di calcolo varia, peraltro, a seconda della prestazione richiesta.

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Siglato il Verbale D'accordo
Il giorno 21 Aprile 2015, presso il Ministero dello Sviluppo Economico un'importante incontro riguardante il Gruppo Novelli.
Alla fine dello stesso è stato siglato il verbale di Accordo, che impegna la proprietà, (tramite i suoi rappresentanti) a non porre alcun veto alle iniziative del CDA che siano condivise da tutte le parti coinvolte, rinnovando altresì il mandato all' attuale CDA almeno fino al 31 Dicembre 2015.




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CONSIGLIO GENERALE FAI-CISL LATINA
Sermoneta (Latina) 9 aprile 2015
DOCUMENTO FINALE
Direttivo provinciale della Fai Cisl di Latina, riunitosi a Sermoneta (Latina) il 9 aprile 2015, sentita la relazione del Segretario Provinciale Tiziana Priori svolta a nome della segreteria, l'approva insieme ai contenuti del dibattito nel quale è intervenuto il Segretario generale Regionale della Fai del Lazio Ermanno Bonaldo.


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Il Direttivo esprime apprezzamento per il lusinghiero risultato registrato il 31 Marzo a conclusione della campagna del tesseramento nel settore agricolo:

la Fai di Latina ancora una volta registra una significativa crescita di adesioni nonostante gli strutturali fenomeni di lavoro nero che caratterizzano la provincia e che coinvolgono sia i lavoratori immigrati che quelli italiani, già vittime da sempre dall'altro grave fenomeno di un diffuso sottosalario.
Nello stesso tempo il Direttivo manifesta preoccupazione per la pesante crisi economica che in provincia coinvolge da almeno otto anni ogni comparto in cui agisce la rappresentanza della Federazione:
nella grande industria alimentare si ripetono processi riorganizzativi ed esternalizzazioni con effetti pesanti sull'occupazione, con ricorrenti mobilità e crescenti precarizzazioni dei rapporti di lavoro.
Nell'artigianato alimentare i fenomeni di lavoro nero e di sottosalario ormai fanno concorrenza al settore agricolo.
Nel comparto forestale, che in provincia coinvolge i dipendenti del Corpo Forestale di Sabaudia e Fogliano, il grave ritardo del rinnovo del Contratto Nazionale e la dimenticata vertenza per il rinnovo del contratto aziendale stanno determinando una crescente sfiducia verso il sindacalismo confederale e la sua naturale vocazione contrattuale e stanno dando fiato ai sindacati autonomi le cui demagogie risultano spesso fiancheggiate anche da alti Dirigenti nazionali e locali del CFS.
Il Direttivo esorta il Segretario Generale Regionale a farsi promotore di una forte sollecitazione verso la Federazione Nazionale perchè queste due vertenze possano finalmente essere sbloccate.
Nelle PMI alimentari - infine il Direttivo vede altrettanti casi di una inarrestabile crisi che fino ad oggi ha coinvolto migliaia di lavoratori finiti in stato di Disoccupazione, di Mobilità o di Cassa Integrazione spesso promosse arbitrariamente da imprese grazie alla connivenza di alcuni sindacalisti e alla impotenza degli uffici ispettivi preposti.
I comparti che nella nostra provincia sono più esposti a questi fenomeni sono il lattiero caseario, gli oleifici, i frantoi e le aziende della panificazione. Di fronte a problematiche come quelle suddette, il Direttivo condivide quanto richiesto nella relazione del Segretario Provinciale della Cisl di Latina affinchè si faccia promotrice di una rigorosa analisi della crisi economica della Provincia di Latina e dei diffusi fenomeni di illegalità che ne derivano. La Fai a tal fine dovrà dare ogni supporto e garantire il necessario impegno perchè nei comparti della nostra rappresentanza tali fenomeni manifestano i casi più preoccupanti.
Per quanto riguarda il negoziato per il rinnovo del Contratto Nazionale dei Consorzi di Bonifica, il Direttivo auspica una sua ravvicinata conclusione condividendo quanto espresso dalla Fai Nazionale vale a dire che la condizione retributiva e normativa dei dipendenti è funzionale al rilancio di ruolo di detti Enti. Il Direttivo Provinciale - riguardo alla condizione di commissariamento vissuta oggi dalla Federazione Nazionale a causa del fallimento del progetto di unificazione tra Fai e Filca - nel confermare piena fiducia verso la Confederazione e nei confronti del Commissario Luigi Sbarra - auspica che il processo di unificazione tra Fai e Filca possa al più presto riprendere il cammino perchè le sinergie che ne potranno scaturire ad ogni livello sono troppo importanti sia riguardo alla rappresentatività all'interno della Cisl che alle dinamiche del proselitismo:
credere a questo progetto di riforma organizzativa significa prima di tutto credere nella centralità del Territorio, luogo primario in cui un sindacato come la Cisl deve stare e deve tornare perchè il Lavoratore e il Socio sono e restano l'unica ragione del proprio esistere e del proprio agire.
Il Direttivo esprime apprezzamento per la condizione economica e finanziaria della Federazione Provinciale e ne condivide sia la fiducia sul futuro che le positive intenzioni circa il miglioramento degli equilibri tra entrate e uscite. Il Direttivo - riguardo al processo riorganizzativo delle cosidette aree vaste varato dalla USR del Lazio - chiede alla Cisl di Latina e al suo reggente Tommaso Ausili nonchè al Segretario Generale Regionale Ermanno Bonaldo di adoperarsi per un sollecito chiarimento circa le decisioni assunte e le conseguenze attuative che ne debbono scaturire.

Il Direttivo infine chiede alla Segreteria Provinciale di riprendere - anche col sostegno della Federazione Regionale e di quella Nazionale - uno strutturale progetto di formazione sindacale per i Dirigenti, per i Delegati e per gli Operatori:
c'è bisogno di rafforzare non soltanto la competenza tecnica di coloro che hanno il compito di rappresentanza e di tutela degli associati, ma anche di irrobustire le conoscenze degli stessi dei principi fondativi e dei valori identitari della Cisl e della Fai. A tal proposito il Direttivo Provinciale esprime gratitudine al reggente della Cisl di Latina per aver dato alla Fai l'occasione di apprezzare il collega Pierino Ferulli sulla nuova legislazione intorno al Mercato del Lavoro. Ci si augura che la sua lezione possa essere offerta in futuro a tutti i Delegati Rsa Rsu e Sas perchè il protagonismo della Fai nelle aziende scaturisce essenzialmente dalla loro competenza specialmente riguardo a normative sempre nuove e complesse.

Approvato all'unanimità


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UNICO 2015 solo dai CAF
l’Agenzia lo dismette
A partire da quest’anno, con riferimento al modello UNICO 2015, l’Agenzia delle Entrate non effettuerà più il servizio di redazione ed invio della dichiarazione dei redditi. Lo ha annunciato la stessa Agenzia con una nota alle direzioni regionali.

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Questo significa che i contribuenti non potranno più recarsi agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate per provvedere alla predisposizione e all’invio invio del modello UNICO ma dovranno obbligatoriamente rivolgersi ad un CAF (Centro Di Assistenza Fiscale) o ad un professionista abilitato, con inevitabili costi aggiuntivi.

=> Dichiarazione dei Redditi 2015: guida completa

Nonostante il servizio che fino a febbraio l’Agenzia forniva gratuitamente non sia più prenotabile, l’Agenzia delle Entrate smaltirà gli eventuali appuntamenti dei contribuenti già in agenda:

«Qualora poi nell’agenzia CUP risultassero già prenotati per i prossimi giorni alcuni appuntamenti riguardanti il servizio compilazione e invio delle dichiarazioni, si dovrà procedere soltanto a erogare l’assistenza relativa alla compilazione della dichiarazione, ma non potrà curarsi la trasmissione della dichiarazione che rimarrà onere del contribuente».

=> Dichiarazione redditi precompilata: compensi a CAF


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